lo scenario
Israele: «Azzerate le difese aeree e la capacità missilistica dell'Iran»
Le parole del Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa di Tel Aviv Eyal Zamir: soppresso il sistema missilistico degli Ayatollah: neutralizzati l'80% delle difese aeree e oltre il 60% dei lanciatori, ora si apre la fase successiva
Le parole del Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, Eyal Zamir, hanno segnato uno spartiacque decisivo nel panorama mediorientale. "Israele ha soppresso il sistema missilistico balistico iraniano. Ora passiamo alla fase successiva", ha proclamato da Tel Aviv. I numeri forniti delineano un quadro strategico profondamente mutato: in sole 24 ore, Israele ha distrutto l'80% delle difese aeree iraniane e neutralizzato oltre il 60% dei lanciatori di missili balistici. Un annuncio che, pronunciato da una figura chiave come Zamir – al vertice delle IDF dal 2025 e specialista della guerra multi-dominio – certifica l'ottenimento di una "superiorità aerea pressoché totale" sull'Iran.
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Il bollettino israeliano poggia su tre direttrici fondamentali: soppressione della minaccia balistica, devastazione delle difese aeree (IADS) e controllo dei cieli. La neutralizzazione di oltre il 60% dei lanciatori non si è limitata ai sistemi mobili e ai silos, ma ha logorato alla base la capacità di Teheran di sostenere salve prolungate. L'operazione militare ha mirato a tagliare le vere e proprie "radici" industriali del programma missilistico, colpendo le linee di assemblaggio, i depositi e gli hub nevralgici, come quelli situati nell'area di Qom. L'obiettivo dichiarato da Israele, supportato da un impressionante volume di oltre 1.000 sortite in tre giorni, è far retrocedere drasticamente l'orologio del potenziale bellico iraniano, spingendosi ben oltre i risultati ottenuti nel precedente conflitto del giugno 2025.
Per garantire un'ampia libertà d'azione ai propri caccia, come i moderni F-35I, l'Aeronautica israeliana ha condotto una massiccia e letale campagna SEAD/DEAD (Suppressione e Distruzione delle Difese Aeree Nemico) con lo scopo di "accecare" i radar. L'Iran disponeva di un complesso mosaico difensivo, che includeva persino elementi dei sofisticati sistemi russi S-300. La distruzione del 80% di queste difese nelle prime 48-72 ore rappresenta una totale decapitazione funzionale della rete antiaerea nelle aree più critiche del Paese. Oltre ai missili terra-aria, l'IDF ha preventivamente colpito anche l'aviazione di Teheran: analisi indipendenti documentano la distruzione al suolo di caccia F-4 e F-5 nella base di Tabriz, limitando così alla radice i tentativi di intercettazione tattica.
Nonostante il netto successo operativo, la "superiorità aerea" non equivale a una supremazia invulnerabile. Questa condizione garantisce un'altissima libertà d'azione con rischi estremamente contenuti, ma non annulla del tutto la minaccia. Attacchi residui condotti con droni, missili balistici o da crociera possono ancora penetrare le difese alleate, seppur senza riuscire ad alterare l'equilibrio generale delle forze in campo. Tuttavia, l'aver "spianato la strada per Teheran" costituisce un traguardo operativo di proporzioni monumentali. Con le difese decimate e la complessa logistica missilistica compromessa, l'Iran si trova oggi profondamente esposto. L'interrogativo che domina i tavoli dell'intelligence militare riguarda ora le prossime mosse: mentre i jet israeliani presidiano i cieli persiani incontrastati, resta da capire quali saranno i bersagli definitivi di questa imminente "fase successiva".